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GTC55: la mia prima ultra. Non pensavo minimamente di potercela fare.

54 km. +3.100 m. 11 ore e 39 minuti. E quando alla fine semplicemente non hai mai voluto mollare.

Non so esattamente quando ho deciso di iscrivermi al Gran Trail Courmayeur. So che a un certo punto, guardando la mappa del percorso — Courmayeur, il massiccio del Monte Bianco, le creste, i laghetti alpini — Omar al suo solito mi ha detto: “John, questa proprio la devi fare, io sono già iscritto sulla 100k”, arrivo in ufficio, dubbioso, incrocio un collega Andrea anche lui runner, al quale racconto la chiamata della mattina, e anche lui “ma ovvio, pure io sono iscritto già”. E alla fine ho pensato: voglio farlo. Poi ho cliccato su “Registrati” e ho smesso di pensarci troppo.

Era una bella idea sulla carta. Mesi dopo, con le gambe distrutte e un sorriso stupido sul viso davanti al banner del GTC, capisco che era molto di più.

La strada verso Courmayeur

Dicono che una gara si vince (o si sopravvive) in allenamento. E io ci ho creduto.

Mesi di martedì e venerdì di corsa, i sabati di verticali, le lunghe domenicali in salita. Ho macinato chilometri al Monte Barro con vista sul lago di Lecco, mi sono arrampicato sul Canto Alto con un amico fidato, ho corso tra i boschi e le mucche su sentieri senza nome. Ho sudato con il mio team di corsa, ho fatto uscite mattutine perfino a Monaco di Baviera, in viaggio con la famiglia — perché quando sei via non smetti di prepararti, cambia solo lo scenario.

Una delle uscite più belle è stata a Valbondione, tra il Rifugio Coca e il Rifugio Curò, con tre amici. Vedere le montagne alte, i laghetti, i sentieri tecnici — uno di quei momenti che ti fanno venire voglia di arrivarci davvero, alla partenza del GTC.

La vigilia: ansia, bagagli e AC/DC

La sera prima della gara ho steso tutto l’equipaggiamento sul pavimento e ho scattato la foto di rito — gel, bastoncini, scarpe Salomon, gilet, guscio impermeabile, calze, cappellino, tutto — e ho scritto una parola sola: Ansia 😬.

Il countdown sul telefono segnava 1 giorno, 14 ore, 31 minuti.

Ero a Courmayeur, in tenda al campeggio. Fuori c’erano migliaia di runner da tutto il mondo — la 14ª edizione del GTC portava in gara oltre 2.000 atleti da 78 nazioni. L’atmosfera era quella delle grandi occasioni: vibrante, nervosa, bellissima.

Quella notte ho dormito poco. La soundtrack? Ovviamente AC/DC, Are You Ready?

Race day: sole, pioggia, grandine — e montagne immense

Sabato 12 luglio, Courmayeur. La partenza del GTC55 è da Piazza Abbé Henry, nel cuore del paese. Centinaia di runner stretti, pettorale 1275, gambe che tremano per l’emozione più che per il freddo.

Il percorso è brutale nella sua bellezza: 55 km nel massiccio del Monte Bianco, con +3.100 m di dislivello. Si sale, si scende, si risale. Le viste sono mozzafiato — laghi alpini, morene, creste affilate contro il cielo.

Il meteo ha deciso di non semplificare le cose: sole, pioggia, grandine. In montagna non si negozia con il tempo, si affronta. E si va avanti.

Per 11 ore e 39 minuti (10h 32m di movimento effettivo) ho messo un piede davanti all’altro. La frequenza cardiaca media è stata 132 bpm, con picco a 161. Ho bruciato 6.110 calorie, percorso 73.696 passi.

Sono i numeri che racconta il GPS. Quelli che non si misurano li sai solo tu: la voglia di mollare quando le gambe non rispondono, il momento in cui decidi che no, non oggi.

Il traguardo

Quando sono arrivato sotto il banner del GTC, con il numero 1275 sul petto, non ho esultato con un urlo. Ho sorriso.

Uno di quei sorrisi che vengono da soli, che non controlli, che sono la somma di mesi di uscite mattutine, di sveglie alle 5, di domeniche in montagna invece che sul divano.

Sono ufficialmente un ultra runner.

La persona più importante

Posso elencare tutti i chilometri, tutte le salite, tutti gli allenamenti. Ma la cosa più importante da dire è un’altra.

Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza mia moglie Paola. Le sveglie mattutine, i fine settimana mancati, la pazienza infinita per questo obiettivo un po’ matto. Grazie, davvero. ❤️

E ora?

Adesso prendo fiato. Poi si torna in pista. On to the next one. 💪


📍 Gran Trail Courmayeur — GTC55 | 12 luglio 2026
📏 54.1 km | ⛰️ +3.100 m | ⏱️ 11h 39m | ❤️ HR avg 132 bpm

LetMeIn Project – Intro

Ho deciso di riattivare  il mio blog, con la voglia di condividere alcune piccole esperienze che sto facendo, un po’ per gioco, un po’ per esperimento e un po’ per mentene viva la passione della tecnologia che mi ha sempre accompagnato nella mia vita.

Da un breve serata al Fablab di Torino, dove Roberto Chinelli mi ha invitato a passare una serata dove Roberto Nocera presentava quello che all’epoca si chiamava Spark, ed ora Particle in breve un piccolo microchip programmabile IoT con WiFi inegrata.

Da li, l’idea di giocare un po’ ho iniziato a creare un piccolo progettino per il controllo remoto dell’accesso al cancello e garage di casa, semplicemente per evitarmi la pigrizia di portarmi le chiavi di casa quando esco per correre ma, semplicemente avendo con me il telefono, avere la possibilità di tornare a casa.

Nei prossimi post pubblicherò alcuni riferimenti agli esperimenti fatti nello scorso annetto e mezzo, che in sintesi sono stati:

  • La programmazione di base di particle
  • L’interfacciamento con un display LCD per la visualizzazione messaggi
  • Il controllo di relè di comando
  • L’integrazione con il telecomando cancello garage
  • Lo sviluppo dell’applicazione cliente su Windows UWP x Phone
  • Lo sviluppo di un APP sullo smartwatch Garmin Fenix2
  • L’integrazione con i servizi voce di Microsoft Cortana
  • L’integrazione con il citofono promelit per il comando del cancelletto di casa.

Chissà che prima di completare tutto, non abbia ulteriormente evoluto l’applicazione, tra le prossime idee ci sarebbe quello di integrare tutto su Azure IoT… ma vedremo un po’

Stay tuned
Alberto

[update]

Articoli della serie:

Termostato Netatmo – CasaCasu Build Log

Recentemente ho dovuto anche io cedere e aggiornare qualche pezzo di tecnologia in casa.

Ho comprato un NetAtmo (Termostato gestibile via Wifi). Dopo solo qualche settimana di utilizzo, sono già estrememante soddisfatto del cambio: siamo passati dal dire quando il termostato doveva accendersi per ragionavolmente avere la temperatura desiderata, al dire a che ora vogliamo una certa temperatura, e lasciare a lui il calcolo di quanto prima partire; per non parlare della possibilità di gestirlo via mobile 🙂

Avendo ricevuto una discreto interesse da amici e colleghi, posto di seguito alcune foto relative alla mia esperienza di installazione dello stesso, incluso l’adattamento ad una presa italiana.

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Il Termostato BTicino precedente, dove mi sono diligentemente fotografato la connessione prima di iniziare qualunque tipo di danno. I cavi da collegare al netatmo sono C e NO; gli altri due li ho isolati.

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Come si può vedere, il nuovo termostato è più grande della scatola standard

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A questo punto serve un minimo di DIY, prima di tutto ho comprato un (come si chiama? da noi si chiama “castelletto” non so il nomer corretto); l’ho ritagliato, perché essendo fatto per essere posizionato sopra la scatola avevo bisogno di ridurre la dimensione e far si che si incastrasse a “filo” del muro all’interno della scatola.

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Successivamente ho fatto un paio di buchi con un trapano, per poter montare il retro di netatmo.

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Ovviamente al primo giro, mi ero dimenticato di  montare il lamierino che è presente all’interno del kit, per poter coprire il contorno del termostato, e voilà!

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Infine, come alternativa, segnalo che si sarebbero potuti usare dei Fisher appositi, che permettono questo tipo di connessione. Nel caso del mio muro, ero nel dubbio ci fossero vicino dei tubi, e volevo evitare qualunque tipo di problema

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ZuCopter – FullAuto Test #1 including copter flyaway – recovered :)

I’d like to share my experience with my copter (aka ZuCopter) during my first full test using AUTO mode. My quad is ArduCopter, 3DRobotics Quad-C frame using APM 2.5 Firmware 2.9.1b

The plan was to go around the house, full automated, including takeoff and landing. This was executed quite smoothly at the first run J, Then I said… let’s try that again; I relaunched the same mission without turning the copter off or resetting, and…. something didn’t go so well: the quad decided to go full throttle without following strictly the programmed waypoints. I was good to have RTL mode programmed on my radio, so I was able to recover the flight back to manual mode.

You can see the recorded video from the GoPro installed on the quad.

 

This was the original plan:

The first run was quite well done I would say. Only thing I noticed is that arducopter do not strictly reach the altitude set at the waypoint. When it reaches the waypoint, it doesn’t matter if the altitude is lower, in contibue both increasing altitude and continue to the next waypoint.
From the data extraced from the LOG, you can see the waypoint altitude was reached only after waypoint 3.
Blu data are altitude requested by WayPoint Command, and the green is the barometric measurement.

This is the first run importing the .gpx information from the arducopter datalogger to Google earth.

As for the second run, I executed it using the same mission, without changing the mission nor switching off the quad. From the video you can see the strange behaviour:

  • Copter not heading straight (camera, which is the head of the copter, was instead on side)
  • Throttle-out was 100% most of the time during auto.
  • Waypoints were passed very large

Then I decided to engage RTL to bring the copter back home.

This was the first run from another angle:

And this is the second run where you can see the different copter modes I set. The yellow below was the original AUTO mode, blue STABILIZE, red RTL

 

As you can see from the datalogger, most of the yellow line (throttle-out) during the first part of the flight is set flat to 1000. So full motors.

The image below was merged to the mission mode sequence: yellow area is the lower graph is the AUTO MODE (graph below is gathered by importing to excel the logs and trying to align them as much as possibile to verify what happened in what mode; it is not perfect).

The last thing I do not understand, is:

  • why during the RTL the altitude decreased from 50mt to 10mt and I had to switch manual again to bring it back to a correct altitude?

I am attaching my log to this just in case somebody have any idea.

 

Overall I had quite fan, and was pretty happy I did program the RTL mode easy to be selected from my Radio switch.

–Alberto

 

2013-04-26 10-50 4-log.zip

2013-04-26 10-50 4_Analysis.xlsx

ZuCopter – My Arduino UAV

I had this post there since ages, and I thought to just share it as some friends were asking me for one of my (somehow hidden… but not really) passion about this Gadget.
Since several months, I am a proud owner of an arduino based quadricopter. I started following this topic since some years, and got more and more interesting when Chris Anderson (editor in chief of Wired US), founded his social network DIYDRONES http://www.diydrones.com/

I started chasing my wife to be able to spare, month after month, some budget for this project (every family has its own board of director, where the wife controls 9 out of 10 seats J). But at the end, I was able to get it approved and funded!

Here are some picture of the work and some video result so far.
(some more will come later with the nice season)

 

The Arducopter Kit

Assempling the Frame

Assembling and soldering the power distribution

 

Soldered the main flight control board and testing all the sensors (magnetometer, barometer, Compass, 6DOF, GPS, ….) with the telemetry on the pc.
(recognize the bing maps embedded on the mission planner sw, where you can program waypoint for the gps)

 

Assembly and testing with the TX

 

And here is the result:

 

Finally I also added a Gimbal Camera Mount, to stabilize the camera orientation compensating on the quadricopter pan and tilt

 

 

 

Some Recorded Videos